Rauida Silence Music Records · Est. 2011
Il Maestro del Niente · الصمت هو الصوت
[ silenzio × 273 secondi ]
fracrist nasce nel 1989 ai margini di Rauida, città-oasi sospesa tra il Marocco e il Sudan, dove il deserto del Sahara non è uno sfondo ma una presenza viva, quasi un sesto senso collettivo. Da bambino, racconta di aver scoperto che il vento che attraversa le dune non porta suoni — li cancella. Il Sahara, per chi ci cresce accanto, è prima di tutto una grammatica del silenzio: ampiezza, vuoto, attesa.
Suo padre vendeva spezie nel souk di Rauida; sua madre insegnava calligrafia araba a scuola. Nessuno dei due suonava uno strumento. Eppure fracrist, a quattordici anni, cominciò a registrare cassette vuote e a distribuirle tra i compagni di classe con copertine disegnate a mano. «Il silenzio», scrisse su una di esse, «è l'unica nota che nessuno può stonare.»
La sua formazione è volutamente lacunosa: nessun conservatorio, nessuna teoria musicale, nessuno strumento padroneggiato. Nel 2007 si trasferisce per un anno a Tindouf, in Algeria, dove trascorre i pomeriggi a osservare i nomadi tuareg seduti in silenzio all'ombra delle tende. Torna a Rauida con la certezza che la musica del futuro non avrebbe avuto forma, timbro né altezza tonale: solo durata.
Nel 2011 pubblica il suo primo lavoro ufficiale, «Sahara/I», della durata di 273 secondi esatti — il numero che, secondo fracrist, corrisponde al tempo necessario affinché l'orecchio umano smetta di aspettarsi un suono e cominci ad ascoltare se stesso. Da allora ogni sua opera è un multiplo intero di 273 secondi. Il catalogo conta oggi sedici composizioni, da un minimo di 273 (4 minuti e 33 secondi meno un secondo) a un massimo di 5.187 secondi — 19 × 273 — intitolata «Il Sahara non finisce».
La silence music di fracrist è un genere privo di ogni elemento compositivo convenzionale: non esistono note, strumenti, timbri, melodie né ritmi. Esiste soltanto la durata, misurata con precisione quasi scientifica. I teenager di Rauida la ascoltano — o meglio, la abitano — durante le ore di punta, condividendo la stessa traccia silenziosa attraverso gli auricolari come una preghiera laica, una forma di appartenenza. Il fenomeno è stato paragonato dai sociologi locali al deserto stesso: un vuoto che paradossalmente unisce.
Oggi fracrist vive ancora a Rauida, in una casa bianca ai bordi della città dove il selciato lascia spazio alla sabbia. Non concede molte interviste; quando lo fa, parla poco — coerentemente, si potrebbe dire.
Città natale
Rauida
Oasi immaginaria al limitare del Sahara, tra Marocco e Sudan
Genere musicale
Silence Music
Nessuna nota, nessuno strumento, nessun timbro. Solo durata.
Unità temporale
273 sec
Ogni opera è un multiplo intero di 273 secondi
Pubblico principale
Teenagers
La silence music è fenomeno generazionale a Rauida e dintorni
«Il silenzio non si taglia. Si misura.» — fracrist
Il giornalista freelance Z. Bibolbrocs, corrispondente per la rivista culturale «Dunes & Frequencies», ha raggiunto fracrist a Rauida in una mattina di novembre. Il cielo era chiaro, il vento assente. Riportiamo un estratto della conversazione.
Z. BIBOLBROCS —
«fracrist, perché 273 secondi? Sembra un numero quasi scientifico.»
fracrist —
«Perché il deserto è scientifico. Il Sahara non ha sentimentalismi. Ha distanze, temperature, venti. 273 è il numero che mi è venuto sedendo in silenzio fuori da casa per la prima volta senza pensare a niente di preciso. Ho contato. Quando ho smesso di aspettarmi qualcosa — un rumore, una parola — erano passati 273 secondi. Ho deciso che quello era il mio metro.»
Z. BIBOLBROCS —
«I ragazzi di Rauida ascoltano i tuoi lavori con gli auricolari. Ma non sentono nulla. Come spieghi questa fedeltà?»
fracrist —
«Non è fedeltà a me. È fedeltà al deserto. Crescere a Rauida significa imparare che il paesaggio più vasto che esiste è fatto di niente. Non alberi, non case, non colori vivaci — sabbia, luce, orizzonte. I ragazzi qui dentro hanno già quella vastità. La mia musica non fa che darle una durata precisa. Li aiuta a stare dentro al vuoto senza scappare.»
Z. BIBOLBROCS —
«Hai mai pensato di aggiungere qualcosa — anche solo un suono, un respiro registrato?»
fracrist —
«Ho pensato a tutto. Ma aggiungere un suono sarebbe come mettere una statua nel deserto. Il deserto ti tollerebbe, ma ti giudicherebbe. Io preferisco non essere giudicato.»
— Z. Bibolbrocs, Dunes & Frequencies, Numero 47 · Inverno 2023
SILENCE CHART
TOP 5 · RAUIDA REGION · 2024
SETTIMANE
IN CLASSIFICA
fracrist
«Il Sahara non finisce» · 5.187 sec
GUGIOL
«Duna Minore» · 1.365 sec
GNOPPUS
«Notte Oasi» · 819 sec
GLUTUS
«Vento Assente» · 546 sec
G.N.A.P.P.OO.
«Crepuscolo Zero» · 273 sec
CLASSIFICA BASATA SU STREAMING SILENZIOSI · RAUIDA MUSIC BOARD
— SILENZIO —
«Il deserto non fa musica.
Il deserto è musica.»